• sgravio dalla pressione (off-loading)
  • riposo ed limitazione della deambulazione
  • uso di stampelle
  • bende gessate o in vetroresina (casting) per il bloccaggio e scarico pressorio del piede.
  • protezione delle ulcere attraverso l’utilizzo di calzature temporanee di protezione/scarico pressorio, solette stampate o altro.
  • ripristino dell’irrorazione sanguigna
  • approccio chirurgico e riduzione del rischio cardiovascolare
  • cessazione del fumo
  • trattamento di ipertensione e dislipidemia
  • aspirina
  • trattamento dell’infezione.
  • pulizia e la raschiatura dei tessuti necrotici e callosità circostanti
  • terapia antibiotica orale mirata
  • drenaggio chirurgico per rimuovere il tessuto necrotico
  • rivascolarizzazione arteriosa
  • controllo metabolico e trattamento della comorbilità.

Oltre al trattamento locale delle ulcere vengono praticati trattamenti ulteriori:

  • Medicazioni avanzate o prodotti attivi biologici
  • collagene
  • fattori di crescita
  • tessuti bio-ingegnerizzati
  • trattamento con ossigeno iperbarico sistemico,
  • bendaggi contenenti argento o altri agenti anti-microbici

Come presentato dal Prof. A. Piaggesi durante il congresso di Febbraio 2015  sul Piede Diabetico a Roma, i trattamenti standard ed addizionali oggi includono un approccio biofisico alla riparazione tissutale.

  • Onde d’urto

Le onde d’urto, tradizionalmente utilizzate per il trattamento di flogosi e calcificazioni articolari, hanno mostrato un effetto di stimolazione dei processi di riparazione delle ferite. Una sonda viene messa a contatto diretto con la ferita per la somministrazione delle onde di pressione. La terapia richiede l’utilizzo del sistema da parte del medico.

  • Ultrasuoni a bassa intensità.

La terapia con ultrasuoni a bassa frequenza e bassa intensità viene fatta attraverso l’applicazione di un dispositivo erogatore direttamente sulla ferita.

  • Elettroterapia.

Gli elettrostimolatori applicano correnti elettriche che favoriscono alcuni processi riparatori cellulari. Elettrodi vengono posizionati in prossimità della ferita per la diffusione delle correnti elettriche superficiali. Gli elettrostimolatori non hanno in realtà fornito risultati significativi ripetibili di efficacia della riduzione delle piaghe. Inoltre la posizione degli elettrodi sulla cute richiede una formazione specifica per il paziente.

  • Terapia a pressione positiva.

Nel trattamento con terapia positiva viene applicata una compressione nella zona ulcerata aumentando l’afflusso di sangue e stimolando la migrazione cellulare.

  • Terapia a pressione negativa (NPWT).

I device per NPWT richiedono l’applicazione di una medicazione sigillata, perfettamente aderente alla ferita e collegata ad una pompa per il vuoto, per applicare la pressione subatmosferica in grado di aspirare fluidi e tessuto di granulazione. L’applicazione delle medicazioni sigillate dell’NPWT, non è fattibile nei siti con pieghe cutanee ed è limitata a piaghe di certe dimensioni (profondità inferiori a 0.5 cm non possono essere trattate), non permettendone l’uso nelle fasi precoci. Inoltre non possono essere trattate ferite infette. I costi del materiale di consumo sono inoltre significativi.

  • Risonanza magnetica terapeutica, TMR®, per tutte le ulcere cutanee.

La terapia TMR® non è invasiva  e può essere praticata anche  in combinazione con altre terapie standard e addizionali. La terapia prevede il posizionamento del paziente sopra a diffusori a tappeto che erogano un campo magnetico pulsato a specifiche frequenze ed intensità che favoriscono una guarigione più veloce e completa. La terapia non necessita di sbendaggio e può essere utilizzata in tutte le tipologie di ferite o ulcere recidivanti, anche direttamente dal paziente, a casa propria, dopo un opportuno addestramento da parte del personale sanitario.